Il gip: "Strumentalizzate le idee del partito che rappresentano" Quattro mesi dopo l'arresto del vicepresidente della Regione, Mario Mantovani, un nuovo scandalo in sanità si abbatte sulla Regione Lombardia con l'opposizione che chiede a Maroni di farsi da parte: in serata Pd, Patto Civico e M5s avevano già pronta la mozione di sfiducia.In manette finisce Fabio Rizzi, 49 anni, ex senatore, plenipotenziario di Maroni e 'padre' della Riforma della sanità lombarda (provvedimento di cui il governatore lombardo si è detto più volte fiero.

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Poi il governatore ha annunciato "una commissione ispettiva" e "un piano straordinario sulla corretta applicazione delle procedure, ospedale per ospedale, gara per gara". Netto anche Salvini, che - prima di sancire la sospensione comunicata in serata - su Facebook ha scritto: "Chi sbaglia davvero, non merita la Lega. Raffaele Cattaneo (Ncd), presidente del Consiglio regionale, invece, ha commentato sconfortato: "E' un altro colpo alla credibilità del Consiglio".

Il governatore ha anche annunciato: "Non vogliamo coprire nessuno, ci costituiremo in giudizio, la Regione è infangata. Le accuse sui finanziamenti per la campagna elettorale.

Di più: "La sfrontatezza e la facilità che tutti gli indagati svolgenti una pubblica funzione dimostrano nel violare costantemente i loro doveri istituzionali e le norme dello Stato - annota ancora il gip - portano ragionevolmente a ritenere che lo spaccato di illegalità che traspare dalla presente indagine costituisca per tutti l'abituale modo di gestire la 'res publica', totalmente svilita in ragione del proprio personale rendiconto". Era in corso la commemorazione delle vittime delle forze dell'ordine quando in Regione si sono presentati i carabinieri del Comando provinciale: si sono diretti nell'ufficio di Rizzi e hanno iniziato a perquisirlo.

Erano gli investigatori dell'operazione ' Smile' alle prese con l'inchiesta che parla di tangenti connesse all'esternalizzazione dei servizi odontoiatrici in aziende ospedaliere lombarde.

Lo stesso vale per Silvia Bonfiglio "compagna convivente" di Mario Longo, collaboratore di Rizzi.

Le due avrebbero rivestito il ruolo di socie nelle società riconducibili all'imprenditrice al centro dell'inchiesta.

Tra i "favori" elargiti dalla signora degli appalti al braccio destro di Rizzi, anche "il pagamento della somma di poco meno di 8mila euro per i lavori di imbiancatura della abitazione e dello studio professionale" di Longo. Ironia della sorte ha voluto che i primi tweet della giornata di Maroni - quando ancora la bufera non si era scatenata - fossero a commento della rassegna stampa del settore sanità.

Commentando un paio di articoli, uno sul pronto soccorso pediatrico, l'altro sulle cure dei malati cronici, il governatore aveva coniato l'hashtag #sanità eccellente in Lombardia. "Cos'altro deve succedere per chiedere a Maroni di andarsene a casa?

In serata la sopensione di Rizzi dalla Lega Nord da parte del segretario Matteo Salvini, che lo ha fatto "per il bene suo, della verità, della Lega e dei cittadini della Lombardia". Una scorpacciata di appalti affidati sempre alle stesse società riconducibili alla Canegrati (che aveva in società anche le compagne di Rizzi e Longo), con liste di attesa finte e ticket gonfiati. La gestione degli ambulatori odontoiatrici - rispondono i magistrati - era "organizzata con modalità tali da favorire il ricorso, da parte del privato cittadino, alle prestazioni in regime di solvenza". Lo spiega Canegrati intercettata dagli investigatori: "Sposteremo la maggior parte dell'attività sulla solvenza e faremo delle liste d'attesa tra virgolette...

che accedono in '28SAN' (il regime a carico del servizio sanitario nazionale, ndr) alle calende greche". "Un altro strumento chiaramente truffaldino che induce il paziente a ricorrere alla prestazione a pagamento" è indurre "la convinzione che il costo del ticket sanitario sarebbe di poco inferiore": lo scrive ancora il gip sottolineando che i cittadini sono privi "di qualsiasi tutela". "Non solo sono stati violati i principi cardine di trasparenza, imparzialità, legalità, indispensabili per una buona amministrazione pubblica - si legge ancora nelle carte - ma si è determinata l'erogazione di servizi scadenti con ricadute, di natura economica e non, sia sugli enti pubblici sia sui pazienti". Gravissime le accuse messe nero su bianco dal gip Giovanna Corbetta nell'ordinanza: "Hanno fatto - scrive riferendosi a Rizzi e a Longo - del potere politico lo strumento per accumulare ricchezze, non esitando a strumentalizzare le idee del partito che rappresentano".

- è il commento del segretario lombardo del Pd Alessandro Alfieri - Non è stato capace di garantire discontinuità rispetto agli scandali precedenti.